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Dieci domande trabocchetto

Quesiti veri del listato ministeriale, scelti per come sono scritti

Ci sono affermazioni che si sbagliano non perché non si conosce la regola, ma perché non si è letta bene la frase. Sono i trabocchetti di formulazione: una negazione in più, un «sempre» piazzato al punto giusto, una definizione del linguaggio comune messa al posto di quella del Codice. Qui ne abbiamo scelti dieci, presi dal listato ministeriale che usiamo anche nell'app, e li abbiamo raggruppati per tipo di insidia: rispondi Vero o Falso e poi leggi la spiegazione.

Una scelta redazionale, non una statisticaSono le dieci che consideriamo più insidiose per come sono formulate, non «le dieci più sbagliate»: non raccogliamo le risposte dei candidati e non abbiamo dati per stilare una classifica di difficoltà. Se un giorno li avremo, lo diremo con i numeri in mano.

Le negazioni

Quando la frase contiene un «non», il rischio non è ignorare la regola: è rispondere all'argomento invece che alla frase. Si legge «cinture di sicurezza», si pensa «obbligatorie», e si dice Vero a un'affermazione che sosteneva l'opposto. Il rimedio è meccanico: riformula la frase in positivo, decidi se quella è vera, poi rovescia la risposta.

  1. Non è obbligatorio utilizzare le cinture di sicurezza su una autovettura quando si circola ad una velocità inferiore ai 30 km/h

  2. Il conducente di un veicolo non deve fare sempre affidamento sul comportamento degli altri, che può non essere corretto

Nel secondo quesito la negazione sta dentro un'affermazione vera: «non deve fare sempre affidamento» significa «non può darlo per scontato». Chi legge di fretta vede «non deve» e risponde Falso.

I quantificatori: sempre, mai, solo

Il Codice della Strada è fatto di regole con eccezioni. Un'affermazione che chiude ogni eccezione — «è sempre vietato», «non è mai consentito» — merita quindi un secondo sguardo. Ma il sospetto non va trasformato in un automatismo: certi obblighi valgono davvero sempre, e chi risponde Falso a ogni frase che contiene «sempre» ci casca esattamente come chi risponde Vero.

  1. E' sempre vietato effettuare la manovra di sorpasso a destra

  2. E’ consentito il sorpasso a destra nelle intersezioni regolate da semaforo, se il veicolo da sorpassare ha indicato di voler svoltare a sinistra ed ha iniziato la manovra

Le due frasi sono la stessa regola vista dai due lati: la prima nega l'eccezione, la seconda la descrive. Studiare i quesiti in coppia è il modo più rapido per non confonderle.

La coppia che segue è ancora più istruttiva, perché sono entrambe false pur dicendo cose opposte. È la prova che il trabocchetto non è nel numero, ma nella parola «sempre».

  1. Il limite massimo di velocità per un'autovettura nei centri abitati è sempre di 70 km/h

  2. Il limite massimo di velocità per un'autovettura nei centri abitati è sempre di 50 km/h

Il limite urbano ordinario è cinquanta chilometri orari, ma «ordinario» non vuol dire «sempre»: la segnaletica può imporre valori più bassi e, dove ricorrono le condizioni previste, indicarne di più alti. Un ripasso completo è nella pagina quiz sui limiti di velocità.

Le definizioni scambiate

Il terzo tipo di trappola gioca sulla distanza fra la lingua di tutti i giorni e quella del Codice. La frase sembra ragionevole perché quella parola, fuori dall'esame, si usa proprio così. All'esame però conta la definizione tecnica, e solo quella.

  1. Una zona a traffico limitato è un'area sempre vietata al transito dei veicoli a motore

  2. La carreggiata è la traccia lasciata dalle ruote dei veicoli sulle strade innevate

Le definizioni del primo argomento — carreggiata, corsia, banchina, area pedonale, zona a traffico limitato — sembrano la parte noiosa del programma, e invece reggono decine di quesiti sparsi in tutta la scheda. Le trovi raccolte in definizioni generali e doveri del conducente.

«È sufficiente», «basta»

L'ultima famiglia è quella delle scorciatoie: una frase che propone una soluzione parziale e la presenta come bastante. Il quesito è costruito bene, perché la soluzione proposta è quasi sempre qualcosa che effettivamente si fa — solo che non basta.

  1. Percorrendo una strada extraurbana durante una giornata assolata è sufficiente accendere le luci di posizione

  2. Durante la marcia nelle ore notturne, l'uso delle luci anabbaglianti è obbligatorio anche se l'illuminazione pubblica è sufficiente

Nel secondo caso la parola «sufficiente» compare in una frase vera, ed è lì per confondere: l'illuminazione pubblica può bastare a te per vedere, ma l'obbligo degli anabbaglianti serve a farti vedere dagli altri.

Come si disinnesca un trabocchetto

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Quesiti dal listato ministeriale 2023 (dataset MIT Ed0ardo/QuizPatenteB) · spiegazioni redazionali di Patente Guida